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domenica 5 aprile 2009
The sound of music
Questo di sette è il più gradito giorno,
pien di speme e di gioia:
diman tristezza e noia
recheran l'ore, ed al travaglio usato
ciascuno in suo pensier farà ritorno.


La notte buia dal mio balcone, una frase scritta bene, i ricci di un'amica, gli occhiali appannati, un ricordo in fotografia, il tramonto sulle onde, una mail inaspettata. La cioccolata sul cucchiaio che ha guarnito una torta, la primavera in gola, succo di arancia sul palato, polenta e funghi sopra il pane, basilico, sesamo e rosmarino. Il profumo dei mughetti sotto un caco, il mare nelle narici, sapore di neve, gusto di sottobosco, i panni inamidati, gomma e plastica, il cuoio. Un rumore di tacchi sul selciato, il ticchettio della pioggia, una canzone nuova, chi legge per me, il sibilo del lettore che cambia pagina, una zip che si apre, le chiavi nella toppa. Una pagina ruvida, un cuscino di piuma, lo smalto sulle unghie, barba di tre giorni, la tastiera di un notebook, acqua sulle ferite, spugna sulla pelle. Raindrops on roses and whiskers on kittens, bright copper kettles and warm woolen mittens. Brown paper packages tied up with strings: these are a few of my favorite things. Non è il suono della musica, non dal favo non cola miele. Questa notte profuma di domenica: lasciatemi gustare il piacere dell'attesa.
Pubblicato alle 2:24
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